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Emergenza fame

Posted in Kenia osservatorio Paese by Daniela on the gennaio 21st, 2009

Dieci milioni di persone in Kenya, quasi un terzo della popolazione, vive in condizioni di insicurezza alimentare. In altre parole non è in grado di soddisfare il proprio fabbisogno giornaliero di cibo. Lo ha affermato venerdì scorso il presidente Mwai Kibaki annunciando che il paese si trova davanti a un disastro nazionale. Un’emergenza da 37 miliardi di KES (circa 360 milioni di euro) alla quale i donatori internazionali sono stati invitati a rispondere. 

I fondi richiesti saranno impiegati nella distribuzione di cibo e acqua e, in misura minore, per interventi di rivitalizzazione del settore agricolo e per i programmi di supporto alimentare nelle scuole.

Intanto, per affrontare la situazione nell’immediato il governo sta importando derrate di mais e ha annunciato misure a supporto dei contadini per  migliorare la situazione già dalla prossima stagione di semina. 

Le zone maggiormente colpite dalla penuria di cibo sono le aree marginali delle regioni orientale, nord -orientale, costiera e centrale come anche le aree pastorali e agropastorali della RIft Valley.  Qui, nel distretto di Baringo, per non sentire i morsi della fame la gente è costretta a nutrirsi di erbe selvatiche e bacche velenose.

Alla base dell’attuale emergenza ci sono fattori climatici, come la scarsità delle piogge, ma anche l’inflazione e il rincaro dei generi alimentari sui mercati internazionali. A questi si aggiungono le conseguenze degli scontri elettorali del 2007 che hanno pesantemente danneggiato i raccolti delle zone più fertili del paese nella Rift Valley. Un’ulteriore causa sembrerebbe essere  la speculazione a opera di politici e uomini d’affari accusati di aver provocato nei mesi scorsi la penuria di mais e farina di granoturco causando l’aumento artificioso dei prezzi degli alimenti.