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Iniziata la diga di Bujagali

Posted in Eventi by Umberto on the agosto 26th, 2007

L’articolo uscito sul numero di Nigrizia qui sotto riportato, ci consente di aprire una finestra sull’Uganda. In particolare avremo un diario in diretta sull’impatto che un opera di questa portata avrà sulle popolazioni e sulle economie locali. La grande diga verrà realizzata sul Nilo, vicino al lago Vittoria duramente contestato dagli ambientalisti.

Uganda: iniziata la diga di Bujagali Sara Milanese

Un progetto da 770 milioni di dollari: il più grande investimento privato in Africa orientale, duramente contestato dagli ambientalisti. Tra i maggiori finanziatori, la Banca Mondiale.(foto: Museveni e l’Aga Khan danno il via ai lavori, dal sito del progetto www.bujagali-energy.com)

Sarà il maggiore investimento privato mai avvenuto in Africa orientale, e il più grande progetto di energia indipendente in quella sub-sahariana: si tratta della diga e della centrale idroelettrica di Bujagali,che verrà costruite sulle omonime cascate, in Uganda.

Il 21 agosto il presidente Yoweri Museveni e l’Agha Khan hanno inaugurato l’inizio dei lavori. La diga costerà 770 milioni di dollari (circa 570 milioni di euro); Banca mondiale (Bm) e Banca africana per lo sviluppo (Bad) sono tra i maggiori investitori, assieme alla European Investment Bank.

Il progetto, ha assicurato Museveni, metterà fine alle continue sospensioni di energia che rallentano tutto il paese e che fanno perdere all’Uganda almeno l’1% annuo del PIL (dati della Banca Mondiale), causando inoltre il continuo aumento del prezzo della corrente elettrica. Una volta ultimata (i lavori dovrebbero finire nel 2011) la diga avrà una capacità di 250 megawatt e permetterà di duplicare l’energia elettrica nel paese. In Uganda solo il 5% della popolazione può accendere la luce in casa. Nelle zone rurali, dove si concentra la stragrande maggioranza degli ugandesi (30 milioni di abitanti, circa l’85% della popolazione ) solo l’1% dei abitanti delle zone rurali ha accesso all’elettricità.

Inoltre, promette ancora Museveni, il prezzo della corrente elettrica contemporaneamente si abbasserà del 50%. Un’affermazione che non convince la società civile ugandese, preoccupata per le possibili ripercussioni del costo del progetto sui prezzi al consumo per i cittadini. Il progetto continua ad essere fortemente contestato dai gruppi ambientalisti: la diga sarà costruita sul Nilo, a pochi chilometri dal lago Vittoria, il più esteso in Africa, che in questi anni ha toccato livelli minimi storici. Questa sarebbe la terza diga in avallo del bacino, e causerà gravi conseguenza sulle risorse idriche del lago. Ma il presidente Museveni non sembra per niente preoccupato dell’impatto ambientale: è investendo in fonti rinnovabili come quella idroelettrica, ha affermato, che si tutela l’ambiente. Il presidente ha quindi approfittato dell’occasione per annunciare l’intenzione dell’esecutivo di finanziare altri progetti basati su fonti rinnovabili: l’energia solare, le biomasse e le fonti geotermiche. E dopo aver poggiato i primi mattoni della diga ha attaccato gli ambientalisti e si è scusato con gli ugandesi per il ritardo nell’inizio dei lavori: il progetto avrebbe dovuto partire 15 anni fa.

Fonte Nigrizia

Il libro bianco sulla cooperazione italiana

Posted in Cooperazione Internazionale by Umberto on the agosto 22nd, 2007

Come ogni anno Sbilanciamoci pubblica il Libro Bianco sulla Cooperazione. Se lo scorso anno il libro bianco aveva esaminato le politiche di cooperazione allo sviluppo dell’Italia, quest’anno il rapporto esamina e descrive la cooperazione multilaterale, meno conosciuta,  gestita attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La cooperazione italiana si trova da diversi anni in una fase di profonda crisi da cui fatica a sollevarsi. Il libro bianco vuole essere un contributo per meglio comprendere le  tendenze in atto e prospettare possibili via d’uscita legislative, politiche, organizzative e finanziarie.

Per consultare e scaricare il rapporto http://www.sbilanciamoci.org/index.php?option=com_remository&func=fileinfo&id=112

Gli aiuti in cibo danneggiano i contadini dei sud del mondo

Posted in Cooperazione Internazionale by Umberto on the agosto 18th, 2007

‘Care’, una delle più grandi organizzazioni non governative (ong) mondiali, ha respinto una donazione di 45 milioni di dollari in grano dal governo degli Stati Uniti, poichè ritiene che questi rifornimenti danneggino i produttori agricoli dei paesi in cui sono diretti gli aiuti. “Vogliamo fare gli interessi dei popoli poveri e sostenere aiuti efficienti e questo metodo non lo èâ€? ha detto la presidente di Care, Helel Gayle, a fonti di stampa internazionali. Ricevere “aiuti in naturaâ€? è stato finora il modo principale con cui l’ong, così come pure gli altri organismi umanitari, ha ricevuto sostegno dagli Usa. I prodotti vengono acquistati dal governo americano dai produttori statunitensi e donati alle organizzazioni umanitarie che li distribuiscono o li rivendono sui mercati dei paesi poveri e con i proventi finanziano altri progetti di sviluppo. Questo metodo – dice Care – finisce per essere una forma di dumping che danneggia i produttori locali. Il rifiuto di ‘Care’ ha avuto l’effetto di riaccendere un dibattito sul meccanismo con cui gli Usa forniscono aiuti all’estero, proprio mentre il Congresso statunitense sta discutendo la nuova normativa sull’agricoltura. Per legge da oltre un decennio gli Stati Uniti forniscono gran parte dei loro aiuti internazionali in prodotti agrolimentari (soprattutto grano e olio vegetale) acquistati dagli ultra-sovvenzionati produttori agricoltori americani, così di fatto il denaro speso rientra in circolo nel paese. Negli ultimi due anni, i tentativi di modificare la legge in modo che almeno una parziale quantità di aiuti venga concessa in denaro sono falliti sia per la pressione delle lobby agrolimentari sia delle compagnie di trasporto marittimo che si occupano di trasportare le derrate nei paesi poveri. Anche l’attuale disegno di legge in discussione al Congresso, che vorrebbe introdurre almeno il 25% dei aiuti in denaro, deve fare i conti con le stesse opposizioni. Lo stesso ‘Government Accountability Office’, sorta di ‘Corte dei conti’ del Congresso, ha definito il meccanismo “intrinsecamente inefficienteâ€?, poichè le ong beneficiate ricavano dalla vendita del prodotto solo il 70-80% del valore inclusi i costi di trasporto. Non tutte le ong condividono le critiche di ‘Care’, la quale precisa di non essere contraria alla fornitura di aiuti alimentari in occasione di situazioni di emergenza come carestie e cataclismi, ma ne mette in dubbio l’efficacia in un contesto di aiuto allo sviluppo. Nel 2005 ‘Care’ decise di rinunciare progressivamente a questa formula di aiuti entro il 2009, tentando di rimpiazzare quelle risorse con aiuti in denaro.

Fonte Misna 2007

Computer solari per le scuole in Uganda

Posted in Tecnologie Appropriate by Umberto on the agosto 17th, 2007

Il ministro dell’Informazione e della Tecnologia dell’Uganda ha annunciato che verranno distribuiti circa 5.000 computers alimentati ad energia solare per gli studenti delle località rurali dell’Uganda. I computers, fabbricati negli Stati Uniti, costano circa 250 dollari ognuno. Il programma fa parte dell’iniziativa di e-school (scuola elettronica) promossa dal Nepad (nuova Alleanza per lo Sviluppo dell’Africa). I computers ad energia solare dispongono di una batteria che si ricarica tramite pannelli solari. Utilizzati per circa otto ore al giorno, hanno energia per tre giorni senza necessità di ricarica. Questo sistema è stato utilizzato per la prima volta in Uganda nel 2005 con risultati estremamente positivi.

Malaria

Posted in Mozambico by Umberto on the agosto 3rd, 2007

AUMENTANO LE MORTI PER MALARIA IN MOZAMBICO
 

Secondo il bollettino settimanale di Epidemiologia pubblicato dal ministero della sanità del Mozambico martedì scorso, il tributo in vite umane nel paese,  a causa della malaria è aumentato: 96 persone sono morte per malaria questa settimana rispetto alle 64 della settimana precedente.
 

Tuttavia, il bollettino riporta anche che i casi denunciati di malaria sono diminuiti da 128.736 a 122.554 durante lo stesso periodo. Il governo sta ora ricorrendo al DDT per combattere la proliferazione di zanzare.
 

In un intervista pubblicata venerdì sul quotidiano Noticias, il portavoce del ministero Martino Dgedge ha affermato che in tutti i centri sanitari del paese si stanno facendo dei “test rapidi� per diagnosticare pazienti che presentano i sintomi della malattia. Secondo il portavoce, l’impiego di questo sistema ha avuto riscontri positivi.
 

Secondo Dgedge, “i test assisterebbero gli operatori sanitari a determinare effettivamente se un paziente ha contratto la malaria o meno�. Tuttavia, ha continuato,  vista la mancanza di laboratori in quasi tutti i centri sanitari del paese, gli infermieri devono basarsi solo sui sintomi del paziente per determinare lo stadio della malattia.
 

Secondo dati dell’Unicef, la malaria in Mozambico è la prima causa di malattia, con il 40% delle diagnosi a pazienti non curati, il 60% dei bambini in cura ed un terzo delle morti negli ospedali.

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