TimeForAfrica


NEW:Le promesse non mantenute della cooperazione italiana

Posted in Cooperazione Internazionale by Umberto on the giugno 18th, 2010

Mancavano solo i dati ufficiali per confermare la pessima figura,  pazienza,  non solo il vuoto politico, culturale ma soprattutto   le risorse destinate a supportare gli impegni assunti dal Governo italiano nelle tante assise internazionali a favore della lotta alla povertà nel mondo.

Il Ministero degli Esteri incapace di proporre una politica di cooperazione allo sviluppo all’altezza dei tempi, si muove alla ricerca di una improbabile politica di Partenariato Pubblico & Privato che, fino ad ora, non ha prodotto nulla sul piano concreto salvo l’organizzazione di missioni all’estero con imprenditori nella speranza di intercettare opportunità di nuovo bussines.

Che le politiche di cooperazione allo sviluppo debbano essere riviste è ormai un dato acquisito, il problema è come: quale legge, quale il ruolo delle imprese,  che cooperazione decentrata e come finanziare la cooperazione. Ovviamente non vanno escluse le questioni collegate con il ruolo delle ONG e delle associazioni di Volontariato Internazionale. Il terzo Settore per la Cooperazione  e la Solidarietà internazionale.

Tutte questioni che non hanno un’agenda politica, ognuno viaggia in ordine sparso. Il Governo continua a promettere di elargire fondi per combattere l’AIDS, lottare per la Povertà, garantire il perseguimento degli Obiettivi del Millennio, tutte promesse che puntualmente rimangono tali.

Il report di Action Aid “Dall’Italia solo parole” evidenzia molto bene e puntualmente la condizione della nostra Cooperazione Internazionale e dell’incapacità del Governo di  andare oltre agli annunci.  Dopo il taglio del 56%, del 2009 rispetto all’anno precedente, vediamo che complessivamente abbiamo messo a disposizione della cooperazione solo lo 0,16% del Pil, rispetto alla media europea dello 0,44%.

Crisi o non crisi il dato è che l’Italia sarà il maggior responsabile, secondo i dati di Action Aid, dell’ammanco di 15 miliardi di dollari rispetto all’obiettivo minimo : 0,56% del Pil , che la UE si era data.

Per approfondire rimandiamo al reporti di Action Aid:

http://www.actionaid.it/filemanager/cms_actionaid/images/Cosa_facciamo_pdf/Governance_pdf/ILAP_2010_11.pdf

NEWS: Le nuove linee guida per la Cooperazione Decentrata

Posted in Cooperazione Internazionale by Umberto on the marzo 19th, 2010

La cooperazione decentrata viene rafforzata dalle nuove linee guida  licenziate dal comitato della DGCS del Ministero degli Esteri. Tra le altre sono stati deliberati 70 milioni di euro per la cooperazione internazionale per le risorse a dono. Regioni ed Enti Locali sono dunque considerati veri e propri partner di cooperazione, e, dunque, possono essere promotrici ed esecutrici di iniziative di cooperazione e solidarietà internazionale. Dal documento si evince che il Partenariato Pubblico e Privato può diventare una risorsa del territorio da mettere in campo, riservando alle ONG, le Università, i Centri di ricerca e formazione un ruolo  di facilitatore di processi e relazioni. Il documento stabilisce anche i quadri di riferimento politici, le priorità geografiche e tematiche.  Sarà interessante verificare lo sviluppo della cooperazione della nostra regione Friuli Venezia Giulia che dopo averla sostanzialmente decapitata ed escluso l’Africa come area prioritaria si accinge a varare i nuovi bandi.

 

Per il documento integrale vai su: http://www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it/pdgcs/italiano/LineeGuida/pdf/Linee_guida_Decentrata.pdf

Gli aiuti allo sviluppo sono scomparsi

Posted in Cooperazione Internazionale by Umberto on the dicembre 3rd, 2009

Ormai la nostra cooperazione allo sviluppo è andata. Le risorse messe a disposizione sono irrilevanti, mentre la nostra politica estera guarda più agli affari e alle repubbliche ex comuniste come nuovo baricentro. Si cerca di promuovere il partenariato pubblico privato come se questo, da solo, possa sostituirsi alla multilateralità solidale indispensabile per politiche efficaci di sviluppo umano. 

2 dicembre 2009. In occasione del dibattito sulla legge Finanziaria LINK 2007, il coordinamento delle principali organizzazioni non governative italiane, ha scritto al Ministro Franco Frattini, al Ministro Giulio Tremonti, ai Presidenti della Camera Fini e del Senato Schifani insieme ai rappresentanti dei Gruppi parlamentari per chiedere di affrontare la gravissima situazione in cui versa il fondo per gli aiuti della cooperazione italiana.

L’Italia stanzia attualmente per l’APS (Aiuto pubblico allo sviluppo) intorno allo 0,11% del PIL percentuale che, con l’attuale proposta di Finanziaria, sarebbe ulteriormente decurtata nel corso del prossimo biennio di finanziamenti.

Se non si opera urgentemente per ripristinare il fondo destinato agli aiuti, riportandolo almeno a 500 milioni di Euro, l’Italia scomparirà dal gruppo dai Paesi donatori, con gravissime conseguenze politiche oltre che umanitarie.

Riteniamo utile dare spazio alla presa di posizione di Link 2007, coordinamento di un gruppo di ONG italiane

 

Le nostre ONG, impegnate quotidianamente nella lotta alla poverta, nella tutela dei diritti umani, nella cooperazione sanitaria, dell’educazione e nella tutela ambientale, al fianco di decine di partner locali, istituzionali e privati, stanno seriamente rischiando la paralisi per assenza di fondi, non essendo più in grado di garantire la programmazione di progetti gia in corso e – teoricamente – cofinanziati con il contributo della Cooperazione Italiana.

Le organizzazioni di LINK 2007 chiedono al Governo e al Parlamento di esprimere – in modo ampio e al di là degli schieramenti ideologici – la volontà politica di non confinare l’Italia, nel contesto mondiale, in un ruolo marginale.

Nelle centinaia di progetti fin ad oggi realizzati, per molti di noi nel corso di oltre 40 anni d’impegno a fianco dei più poveri, abbiamo sempre portato con orgoglio la cooperazione non governativa italiana, certi che fosse la testimonianza di un modo di operare fatto di motivazione, competenza e disponibilita a misurarsi con i molti problemi del sottosviluppo. Ogni giorno le nostre associazioni, al pari di molte altre italiane, lo testimoniano con coraggio e dedizione in tutti Paesi del mondo, dove siamo direttamente presenti e operativi, nonostante i difficili contesti.

Non permettete che il nostro impegno sia vanificato, o peggio ancora, azzerato!

 

Per il testo della lettera vai sul link: http://www.cosv.org/public/download/letteraLink2007-AppelloGovernoeParlamento.pdf

Ken Saro-Wiwa: per non dimenticare

Posted in Letteratura by Umberto on the novembre 28th, 2009

Foresta di fiori

Ken Saro-Wiwa si è battuto eroicamente contro i disastri ecologici causati dalle compagnie petrolifere sul delta del Niger e, nonostante le pressioni internazionali, è stato impiccato dal regime militare nigeriano il 10novembre del 1995.

In questo periodo storico – commenta Louise Read, direttrice delle Edizioni Socrates- abbiamo più che mai bisogno di testimonianze forti di impegno intellettuale e di vita. Il lancio internazionale del rapporto di ricercasugli investimenti di Eni nel Congo Brazzaville, realizzato dalla HeinrichBoell Foundation, mi ha dato l’ulteriore motivazione alla ristampa, ariflettere su quella morte tremenda riservata Saro-Wiwa e ad altri otto militanti insieme a lui. Perché la sua impresa di vita non sia vana è giusto che un editore si impegni con i propri mezzi su una storia che fa profondamente riflettere sul presente.”

La dittatura nigeriana uccidendo Ken Saro Wiwa credeva di mettere a tacere per sempre la protesta che lo scrittore aveva organizzato, fondando il MOSOP, per lo scempio ecologico posto in essere dalla compagnia petrolifera Shell nel territorio degli Ogoni, sul Delta del Niger. Invece l’eco della barbara uccisione è rimbalzato in tutto il mondo inchiodando, anche di fronte all’opinione pubblica, la Shell per aver sostenuto ed incalzato il governo nigeriano nell’uccisione del poeta.

A distanza di 14 anni, il territorio degli Ogoni continua ad essere una pozzanghera di petrolio: le sue acque sono inquinate ed il terreno in alcune parti è  praticamente arido a causa della fuoriuscita del liquido nero dalle vetuste tubazioni, mantenute a cielo aperto, che attraversano le regioni degli Ogoni.  Non esiste nessun sistema sociale, la politica continua ad essere impregnata di corruzione e di violenza e per la gente del delta, una volta considerato il paniere della Nigeria, non rimane che la fuga disperata non avendo più fiumi puliti in cui pescare o terreni da coltivare.

Oggi, a distanza di 14 anni, viene da chiedere alla comunità internazionale ed alle compagnie petrolifere che operano indisturbate nel Delta, a cosa sia valso il sacrificio di Ken Saro Wiwa e della sua lotta per la sopravvivenza del popolo Ogoni.

Il programma regionale di cooperazione e sviluppo 2010-2013

Posted in Cooperazione Internazionale by Umberto on the novembre 20th, 2009

 Introduzione

Il programma di cooperazione 2010-2013 del Friuli Venezia Giulia: un punto di partenza

 La politica di cooperazione decentrata ha preso avvio oltre due decenni fa in concomitanza con l’assunzione da parte delle Regioni di un ruolo essenziale nelle politiche di sviluppo. Un impulso all’esperienza maturata dalle regioni va imputato alla riforma delle politiche di coesione, attuate attraverso i fondi strutturali comunitari, che hanno attribuito alla dimensione territoriale la funzione di vero motore dello sviluppo locale. Tale esperienza viene ora trasferita anche agli interventi a favore dello sviluppo dei contesti delle aree povere del mondo.  L’esperienza della cooperazione allo sviluppo, maturata in oltre mezzo secolo, dimostra che solo una parte degli interventi ha prodotto soluzioni strutturali ai processi di sviluppo dei Paesi poveri. La principale determinante del fallimento della politica di cooperazione è di natura tecnico concettuale poiché non risulta esserci concordanza nella risposta alla domanda “che cosa si intende per sviluppo”.

L’evoluzione degli scenari economici e finanziari globali, scossi da crisi sistemiche che hanno un impatto sul divario Nord/Sud e sulle possibilità di raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio entro il 2015, deve essere tenuta in attenta considerazione nel prospettare linee-guida e indirizzi di programmazione nel campo dell’aiuto allo sviluppo e dell’internazionalizzazione delle imprese per la Regione Friuli Venezia Giulia. La Regione sia per la sua collocazione geopolitica, la sua storia e per la natura della sua economia di trasformazione è tradizionalmente impegnata a favorire un sistema internazionale sempre più stabile e giusto. Il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio entro la scadenza del 2015, impegno al quale l’Italia ha aderito bilateralmente, nelle sedi multilaterali e nel contesto dell’Unione europea, non è solo un imperativo etico di solidarietà verso chi è privato dell’essenziale, ma allo stesso tempo, un investimento strategico a beneficio del futuro della Regione Friuli Venezia Giulia e della nostra nazione. Pertanto gli Obiettivi del Millennio, specie quelli legati alla lotta alla povertà e alla salute, continueranno a orientare la cooperazione regionale, di cui anche la sostenibilità dello sviluppo e la tutela dell’ambiente costituiscono linee ispiratrici. 

Sempre nell’ottica di favorire la razionalizzazione e l’efficacia delle iniziative di cooperazione, la Regione stimolerà la collaborazione pubblico/privato, collaborazione che discende dalla nuova concezione, sempre più condivisa in ambito europeo e internazionale, dell’aiuto pubblico soprattutto come leva per una crescita equa e sostenibile e come catalizzatore per la mobilitazione di risorse interne ai Pvs e di quelle disponibili nei mercati internazionali dei capitali, anche mediante strumenti innovativi di finanziamento. In questo senso una maggiore e più sinergica compartecipazione del mondo economico e in particolare delle imprese – attraverso una regolamentazione – oltre a raggiungere obiettivi quali un più veloce radicamento delle attività di cooperazione allo sviluppo nei PVS, permette l’esportazione di buoni modelli produttivi e di gestione.

E’ importante sottolineare come le attività di cooperazione allo sviluppo possono essere un nuovo tipo di risposta ai problemi legati alla diffusa presenza di immigrati nel territorio regionale: infatti progetti mirati allo sviluppo locale possono rappresentare un freno ai flussi migratori attraverso lo sviluppo delle economie di quei paesi ove è la condizione economica disagevole che incentiva le popolazioni locali ad emigrare. Ma la creazione ed il consolidamento in queste aree del pianeta di progetti di cooperazione dove la Regione si presenta come attore principale di sviluppo, può essere anche l’occasione per la nascita nel futuro di feconde relazioni diplomatiche e commerciali, capaci di rilanciare l’import-export regionale e utili per l’apertura verso nuovi mercati internazionali.

A partire da una ristrutturazione organica degli interventi per la nuova programmazione si intende sviluppare un maggior numero di tematiche integrate tra loro e in grado di apportare concreti benefici di sviluppo economico e sociale sul territorio e sulla popolazione locale, al fine di innescare un meccanismo di sviluppo che permetta di innalzare il livello di istruzione e di sviluppo economico e consenta di originare le condizioni ottimali per la creazione di posti di lavoro e benessere sociale. 

Con il termine “cooperazione allo sviluppo” ci si riferisce a politiche e strumenti differenziati, che hanno obiettivi e target di riferimento diversi e che necessitano l’adozione di metodologie e strategie coerenti.

 In primo luogo si devono distinguere i diversi soggetti che mettono in atto i differenti approcci della cooperazione:

  •  multilaterale cioè attuata da organismi internazionali;
  • bilaterale attuata da Governi nazionali;
  • decentrata attuata da Governi locali

 I nuovi approcci di cooperazione devono mirare a rafforzare il ruolo della società civile nei processi di sviluppo e consentire il coinvolgimento dei diversi livelli di intervento degli attori economici e sociali sia al nord che al sud facendoli partecipare attivamente ai programmi. Concepiti in questo modo, gli approcci di partenariato e di cooperazione possono aprire prospettive più ampie rispetto ad un singolo programma o progetto poiché implicano un più esteso concetto di sviluppo e l’innesco di processi di democratizzazione delle regioni.

 Si tratta di approcci caratterizzati da complessità, in quanto producono implicazioni a sud, con l’acquisizione di un ruolo più equilibrato dei territori beneficiari, e a nord, dal momento che i donor assumono un ruolo di sostegno e di accompagnamento piuttosto che di intervento diretto unilaterale.

Il territorio va analizzato e scomposto nei suoi sottosistemi: per ogni componente vanno evidenziati i punti di forza e di debolezza e vanno accompagnati i soggetti che a diverso titolo ne sostengono il processo di sviluppo.  Occorre quindi analizzare e tratteggiare ai potenziali investitori che cosa un territorio rappresenta dal punto di vista: 

  • sociale: quantità e qualità delle risorse umane presenti, qualità dei servizi per la popolazione,   qualità urbanistica ed insediativa, funzionamento degli assetti politico-istituzionali, legalità;
  •   produttivo: diffusione di imprese e servizi produttivi, esistenza di vocazioni produttive locali, presenza di distretti o di filiere produttive, grado di cooperazione tra imprese;
  • della dotazione di infrastrutture: accessibilità, collegamenti, diffusione di infrastrutture di   base (porti, aeroporti, autostrade, ferrovie, aree attrezzate per insediamenti   produttivi), presenza di infrastrutture ambientali (depurazione, smaltimento);
  • dell’efficienza dell’apparato amministrativo: efficienza, presenza di servizi per la    semplificazione amministratia, presenza di enti strumentali intermedi e diffusione  delle strutture associative;
  • delle risorse ambientali, naturali, paesaggistiche e culturali: presenza di aree protette, vincoli ambientali, beni di particolare rilevanza naturalistica o storico-culturale. 

Il programma regionale della cooperazione allo sviluppo concentrerà i progetti in alcuni specifici territori e settori evitando interventi a pioggia, nel tentativo di incidere efficacemente nel processo di realizzazione dei Millennium Development Goals e mediante l’esportazione di modelli tecnologici e di sviluppo in grado di apportare benefici reciproci per i partner della cooperazione. 

Obiettivi e  linee di indirizzo 

La Struttura Direzionale per le Relazioni  Internazionali e Comunitarie  ha acquisito, con decorrenza 21 gennaio 2009, la competenza rispetto la gestione dei bandi regionali per le iniziative di cooperazione allo sviluppo e partenariato internazionale previste dalla legge regionale n. 19/2000. Oltre a ciò continua a gestire progetti di cooperazione a regia regionale, nonché finanziamenti per progetti di cooperazione internazionale di tipo integrato, costruiti con i soggetti economici del territorio nelle aree strategiche individuate dal nuovo Programma di Governo regionale. Il programma è lo strumento di attuazione delle iniziative di cooperazione che trova le sue basi nella Legge Regionale n. 19 del 2000. 

Il documento definisce gli obiettivi e le priorità da perseguire nell’arco temporale della programmazione, così come indicato dall’art. 1, comma 2 della suddetta Legge e in sinergia con le priorità espresse nelle Linee di indirizzo della Direzione centrale Salute e Protezione Sociale. Nella sua definizione si è tenuto conto della normativa comunitaria che con il Trattato di Lisbona del 2007 ha introdotto una base giuridica specifica per la cooperazione allo sviluppo e l’aiuto umanitario.  Si è tenuto altresì conto sia delle linee di indirizzo della cooperazione allo sviluppo 2009-2011 elaborate dal Ministero Affari Esteri italiano che della Legge 49 del 1987 e successive modifiche.

Partendo dalle tre dimensioni attribuite alla politica di cooperazione della Regione (cooperazione internazionale, cooperazione allo sviluppo e aiuti d’emergenza, di competenza della Direzione regionale della Protezione Civile, come disciplinato all’art.3 della L.R. 19/2000) l’orientamento strategico mirerà a perseguire alcuni obiettivi specifici: 

  •             prevenzione delle disparità economiche;
  •             ridistribuzione globale delle risorse;
  •             supporto  allo sviluppo sostenibile.

 Sono stati, inoltre, individuati alcuni settori e Paesi ritenuti prioritari, ridotti rispetto al passato, per un’azione più efficace dove le competenze e le esperienze della cooperazione possano dare un valore aggiunto. Sempre allo stesso scopo sono state declinate due modalità di accesso ai finanziamenti che sottintendono la natura degli obiettivi:

  • Interventi di cooperazione internazionale: iniziative dirette dell’Amministrazione regionale e finanziamento di progetti presentati a sportello entro il 30 ottobre di ogni anno; 
  •  Interventi a bando di cooperazione allo sviluppo: finanziamento di progetti presentati a bando con scadenza annuale (da determinarsi con deliberazione della Giunta Regionale).

Per una loro organicità e più sicura coerenza le logiche strategiche dovranno puntare, piuttosto che sul finanziamento di singoli progetti, su un approccio che miri alla complementarietà con le politiche delle altre Regioni, dello Stato e dell’Unione Europea e riduca i rischi di frammentazione delle iniziative e di dispersione delle risorse. L’obiettivo non è sostenere molti progetti isolati ma promuovere processi di dialogo e di messa in rete di iniziative tra i diversi attori, articolando gli interventi a diversi livelli (locale, regionale, nazionale).

In particolare gli interventi di cooperazione internazionale riguarderanno due diverse tipologie di finanziamento: 

  • Promozione e/o sostegno a progetti volti a implementare il processo di internazionalizzazione del sistema regionale di particolare interesse per l’amministrazione Regionale;
  • compartecipazione a programmi di natura nazionale, comunitaria o di organismi internazionali.

 Gli interventi di cooperazione allo sviluppo, invece saranno declinati in due specifiche modalità di intervento:

  •  Bando per Progetti quadro;
  •  Bando per Micro progetti ; 

L’obiettivo che ci si pone con questa suddivisione, oltre alla ricerca di maggior efficacia delle azioni, è quello di spingere i soggetti del territorio verso un’ aggregazione che permetta loro di poter accedere a fonti diversificate come i fondi comunitari o di altri organismi internazionali (progetti quadro).

 Regole metodologiche

 In analogia ai processi innovativi sperimentati dalle politiche strutturali appare oggi opportuno spingere affinché la cooperazione decentrata determini sia nuove relazioni tra centro e periferia che tra aree sviluppate e marginali. Il processo di cambiamento deve porsi l’obiettivo di costruire, all’interno dei territori, la consapevolezza che il suo protagonismo non può andare a discapito né dell’efficienza della spesa né dell’efficacia degli interventi. Per questo appare indispensabile cercare di favorire le opportunità di sviluppo dei Paesi partner attraverso lo stimolo di processi di coesione sociale che coinvolgano anche gli attori economici attraverso la promozione di un coordinamento multilivello sia orizzontale che verticale in una logica di reciprocità e a favore non tanto dell’interesse individuale quanto di quello collettivo. Per questo sarà richiesto un forte coinvolgimento, sin dalla fase di ideazione del progetto, di almeno un partner locale. Sarà, inoltre, indispensabile dare enfasi al rispetto e alla valorizzazione degli aspetti culturali e delle tradizioni locali. 

Per fronteggiare queste sfide nascenti appare dunque logico avviare un processo innovativo delle politiche di cooperazione in grado di mettere in atto nuove relazioni tra centro e periferia e che coinvolga oltre ai soggetti tradizionali anche alcuni soggetti strategici che faticano ad entrare o ad essere accolti come attori della cooperazione, tra questi spiccano le associazioni di imprenditori, le associazioni di professionisti, i parchi industriali, i parchi scientifici, le agenzie di sviluppo, i Comuni, le Province e gli altri enti locali, oltre alle Associazioni dei nostri emigrati e degli immigrati nel nostro territorio. 

Si tratta dunque di dare un forte impulso all’attuazione di un percorso di educazione allo sviluppo.

Le politiche di cooperazione devono diventare una componente fondamentale della politica internazionale e della politica interna della Regione in quanto capaci di porre in relazione tra loro sistemi socio-economici asimmetrici, oltre che territorialmente distanti, e di gestire meglio problemi di interesse comune, potenziando il reciproco sviluppo locale attraverso l’attivazione di reti locali. 

Interventi di cooperazione internazionale 

Le iniziative di cooperazione internazionale mirano a favorire i processi di sviluppo economico, il rafforzamento istituzionale, la democratizzazione ed i processi di acquisizione dell’acquis comunitario. 

Aree geografiche prioritarie di intervento

In linea con il documento sulle politiche internazionali del Presidente della Giunta e il documento di indirizzo espresso dal Consiglio regionale le priorità geografiche per questa tipologia di interventi sono in particolare: 

BALCANI ED EST EUROPA

 I Balcani sono un’area di primaria importanza per l’Italia ed in particolare per il Friuli Venezia Giulia dal punto di vista politico ed economico. I paesi interessati saranno la Serbia, la Croazia,  il Montenegro, l’Albania, il Kosovo, la Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia e la Bosnia. In questo contesto in linea con un’azione già avviata nei paesi, che stanno perseguendo un iter di integrazione nell’Unione europea, sarà assicurato anche un sostegno a specifici programmi di assistenza tecnica mirati alla , crescita delle capacità istituzionali necessarie per accedere ai fondi di pre-adesione (IPA). 

Nell’ambito dei Paesi dell’Est Europa saranno considerate la Bielorussia, relativamente agli interventi consolidati di carattere sociale e gli altri Paesi del Caucaso individuati come ambito di intervento dalla cooperazione italiana nel prossimo triennio e precisamente: Georgia , Moldova e Ucraina paesi di origine di rilevanti flussi migratori.. 

BACINO SUD DEL MEDITERRANEO E MEDIORIENTALE (IN PARTICOLARE ISRAELE, MAROCCO, EGITTO, GIORDANIA, SIRIA E TUNISIA, LIBANO) 

La politica verso il bacino sud del Mediterraneo e del Medio oriente è orientata a consolidare il ruolo del Friuli Venezia Giulia quale punto terminale più a nord del Mediterraneo e a sostenere le iniziative atte a sviluppare le relazioni in atto, a valorizzare le affinità culturali e promuovere azioni atte a favorire la stabilità dell’area. Gli interventi, pertanto, rientreranno in particolare nei seguenti settori: agricoltura e sicurezza alimentare, ambiente e territorio, sanità, sostegno alle micro, piccole e medie imprese, governance e società civile, sempre con particolare attenzione alle risorse idriche, alla valorizzazione del patrimonio culturale e alla formazione

In questo contesto potrà essere programmata nell’ambito della valenza di questo piano un ulteriore attuazione della Conferenza Euromediterranea. 

 AREA ASIATICA

 In quest’ambito si individuano i seguenti Paesi: Vietnam a seguito dell’adesione del paese all’Omc e della possibilità di sinergie con le iniziative della cooperazione italiana sostenute dalla recente approvazione di un pacchetto di crediti d’aiuto; 

l’India in considerazione del dinamismo economico e della presenza migratoria nella nostra Regione di popolazione povera proveniente da questi Paesi.. 

 AMERICA LATINA (IN PARTICOLARE BRASILE E ARGENTINA)

 Saranno considerati con particolare attenzione quei progetti che incidono sul consolidamento dello sviluppo locale, sull’implementazione dell’interscambio reciproco, e che prevedono il coinvolgimento delle comunità dei corregionali presenti in quest’area. In ragione degli indici di sviluppo raggiunti dai paesi del Cono Sud e dei rilevanti volumi finanziari attivati negli anni della crisi economica, la cooperazione sarà incentrata al consolidamento delle iniziative avviate nei due paesi . 

Aree tematiche prioritarie di intervento

L’impegno assunto dal Governo regionale prevede uno sforzo per ridurre la frammentazione dell’aiuto e la massimizzazione del valore aggiunto delle risorse stanziate. 

Tali indicazioni permettono di individuare un numero limitato di obiettivi che saranno strettamente legati agli ambiti di intervento preferenziali della cooperazione internazionale: 

  •  sostegno al dialogo politico e sociale, al decentramento politico e amministrativo;  
  • governo del territorio, inclusa la pianificazione e gestione dei servizi al territorio e la promozione dei processi di democrazia partecipativa; 
  • sostegno alle iniziative di sviluppo locale finalizzate alla coesione sociale, alla creazione di  ambienti favorevoli alla crescita di forme associative di tipo cooperativistico e di micro, piccole e medie imprese e alla promozione di sistemi creditizi equi e sostenibili oltre al rafforzamento delle Agenzie di sviluppo e dei parchi tecnologici;
  • il sostegno alle politiche di tutela del patrimonio ambientale e culturale;
  • la creazione di centri di formazione professionale e specialistica per la crescita dell’occupazione.

Soggetti promotori 

I progetti possono venire  promossi direttamente dall’Amministrazione regionale o da altri soggetti del territorio  quali: le agenzie di sviluppo, le Associazioni degli imprenditori, il sistema camerale , le Università e loro Consorzi, i Parchi scientifici e tecnologici, gli Enti locali , la società civile organizzata (organizzazioni sociali, Ong, associazioni di produttori, ecc.). 

Strategie e modalità di intervento

Le progettualità, pur rientrando nelle finalità delle linee di indirizzo della programmazione, saranno individuate direttamente dall’Amministrazione Regionale e realizzate dai soggetti eleggibili.

Finalità essenziale della programmazione è quella di favorire progettualità in grado di coordinarsi con altri progetti promossi da altre Regioni, dallo Stato e dall’Unione Europea.

In questo contesto saranno considerate anche le iniziative promosse dal Consiglio d’Europa, attraverso la rete delle Agenzie per la Democrazia Locale finalizzate a favorire la stabilizzazione e la convivenza nelle aree di tensione interetnica.

 Una quota dello stanziamento annuale sarà, infatti, dedicato a co-finanziare progetti che ricerchino canali di finanziamento alternativi come quello Statale, comunitario e degli organismi internazionali: le cosiddette azioni dirette. 

Si ritiene di fondamentale importanza incentivare i soggetti del territorio ad accedere autonomamente ai finanziamenti della cooperazione internazionale del Ministero Affari Esteri e della Commissione europea. In particolare la programmazione comunitaria per il periodo 2007-2013 ha adottato un pacchetto di strumenti che riguardano sia la cooperazione territoriale (strumento di vicinato e di preadesione) che la cooperazione decentralizzata (DCIEI) oltre al Fondo Europeo per lo Sviluppo. 

Finanziamento delle iniziative 

Gli interventi trovano la fonte finanziaria nel capitolo 791 che stanzia annualmente gli importi destinati alla cooperazione. Oltre alle iniziative dirette dell’Amministrazione regionale il fondo potrà  pertanto  prevedere l’assegnazione di contributi che  avverrà tramite selezione delle progettualità presentate a sportello con scadenza il 30 ottobre di ogni anno. 

Nella scelta degli interventi e dei soggetti la Regione terrà conto, oltre alla coerenza con gli obiettivi e con le priorità strategiche, dei seguenti elementi: 

  •  progetti che coinvlgono un più ampio partenariato regionale;
  •  progetti volti a supportare il processo di internazionalizzazione del sistema regionale di particolare interesse per l’amministrazione Regionale;
  • esperienza maturata dai soggetti proponenti e capacità di gestione operativa e amministrativa di progetti di cooperazione territoriale;
  •  ricaduta e sostenibilità nel tempo dell’attività proposta,
  •  livello di co-finanziamento,
  • livello di compartecipazione e adesione a programmi di natura nazionale, comunitaria o di organismi internazionali. 

Le iniziative definite di particolare interesse da parte dell’amministrazione Regionale saranno finanziate fino all’80% del loro costo totale.

Durata del progetto

La durata del progetto non potrà superare i tre anni.

Interventi a bando di cooperazione allo sviluppo

 Si tratta di iniziative, ai sensi di quanto espresso nell’art. 1 della L.R. n.19/2000, volte a ridurre le tensioni sociali permanenti e i conflitti per favorire equilibri sociali e politici così come la costruzione di regole o patti sociali ampi e duraturi, con particolare attenzione ai diritti umani.

Esso sono distinti in due tipologie d’intervento: 

  • Progetti  quadro a carattere   strategici 
  • Progetti  micro o standard 

 Aree geografiche prioritarie di intervento 

Sono ammesse al finanziamento azioni rivolte a tutti i Paesi in Via di Sviluppo; sarà riservata una particolare attenzione alle Aree ritenute di interesse strategico quali il Mediterraneo e il Medio Oriente i Balcani e L’Europa Orientale nonché le aree di maggior concentrazione delle comunità dei corregionali.

 Aree tematiche prioritarie di intervento

 Per i progetti quadro si privilegeranno le seguenti aree tematiche:

  •  Sviluppo locale, micro impresa e coesione sociale (recupero e valorizzazione di sistemi produttivi, di produzioni agricole di qualità, tutela della biodiversità,
  • promozione  della partecipazione delle comunità locali ai processi di sviluppo);
  • Tutela e valorizzazione delle risorse naturali, ambientali e culturali;
  • Istruzione ,   rafforzamento  della conoscenza e delle  relazioni  interculturali ;

 Rafforzamento istituzionale

 Per i micro progetti saranno privilegiate le seguenti aree tematiche prioritarie:

  • Salute materno infantile;
  • Sradicamento della povertà estrema e della fame;
  • Lotta alle malattie (HIV/AIDS, malaria ed altre malattie)
  • Sicurezza alimentare e sviluppo degli ambienti  rurali;
  • Parità tra i sessi e tutela dei gruppi vulnerabili.
  • Azioni rivolte a favorire la partecipazione democratica, il dialogo e la civile convivenza.

 Soggetti promotori

 In base alla L.R. 19 del 2000 sono riconosciuti come soggetti promotori organizzazioni regionali di comprovata esperienza (almeno un anno di attività realizzate nei Paesi Terzi):

Enti locali; Istituzioni pubbliche e private; Università e loro Consorzi ; Organizzazioni non governative ed associazioni di volontariato; Onlus; Organizzazioni imprenditoriali e sindacali; Associazioni di corregionali all’estero; Associazioni di immigrati;

 Strategie e modalità di intervento 

Il programma pluriennale, con riferimento agli interventi a bando di cooperazione allo sviluppo, prevede una duplice modalità di accesso ai finanziamenti:

  •   per i progetti-quadro si richiede di soddisfare l’esigenza di un coinvolgimento di almeno 2 soggetti presenti sia sul territorio regionale che su quello dei paesi partner; 
  • i micro-progetti possono essere presentati da singoli proponenti con almeno un partner dei territori beneficiari dell’intervento.

 La necessità per i progetti quadro di un più elevato coinvolgimento di partner si giustifica per la complessità delle tematiche e dell’ampiezza delle aree di intervento.

Finanziamento delle iniziative

Gli interventi trovano fonte finanziaria nel capitolo 731 che stanzia annualmente gli importi destinati alla cooperazione allo sviluppo. L’assegnazione dei contributi avverrà a seguito della partecipazione ai bandi regionali, regolati in base all’art. 4 della lr. 19/00 e relative deliberazioni della Giunta regionale. progetti-quadro dovranno avere una dimensione finanziaria minima di 100.000 Euro e massima di 150.000 Euro. Il contributo regionale potrà arrivare fino all’80% del costo complessivo del progetto. I micro-progetti non potranno superare la dimensione di 50.000 Euro. Il cofinanziamento regionale non supererà il 60% del singolo costo complessivo. 

Durata del progetto

 La durata dei progetti-quadro non potrà essere inferiore ad un anno e superiore a tre anni. La durata dei micro-progetti non dovrà essere superiore ad un anno. 

Con deliberazione della Giunta regionale verranno approvati i criteri di selezione delle proposte, le scadenze dei bandi, nonché le modalità di presentazione dei progetti, oltre che ogni ulteriore modalità tecnica di erogazione dei fondi e rendicontazione delle spese, così come previsto dall’ art. 4 della L.R.19/00;

 Sistema informativo della cooperazione allo sviluppo e delle attività internazionali.

 Sarà cura del Servizio mantenere, tramite una pagina web distinta in due sezioni (“cooperazione internazionale”; “cooperazione decentrata”), un sistema aggiornato di informazione su tutte le attività di cooperazione in corso, garantendo l’accesso per tutte le associazioni coinvolte ad un database dei progetti in corso e attuati nelle passate gestioni, nonché alla documentazione relativa alla presentazione di proposte progettuali. Inoltre è a disposizione dell’utenza una sezione “link” di accesso alle attività in atto a livello di cooperazione attuata da Regioni italiane, dal MAE e da altri Organismi internazionali, come previsto dall’art. 7 della L.R. 19/2000.

L’indice globale della fame e la conferenza FAO di Roma

Posted in Cibo by Umberto on the novembre 16th, 2009

L’indice globale della fame, secondo rapporto, elaborato dall’International Food Policy Research Institute (IFPRI) di Washington in collaborazione con la ONG tedesca Welthungerhfle e la ONG irlandese Concern Worldwide, consente di cogliere al meglio le problematiche collegate alla crisi e alla insicurezza alimentare. Il rapporto di quest’anno, che fa da riferimento anche al vertice della FAO in corso a Roma, evidenzia l’apporto delle donne, sempre presente ma poco riconosciuto, nella lotta alla fame nel sud del mondo. Questa è anche una delle ragioni che stanno alla base della Campagna internazionale per il conferimento del premio Nobel per la Pace 2010 alle donne africane. Il rapporto qui allegato è stato tradotto in italiano dal coordinamento Link 2007.

Il rapporto intero lo puoi trovare all’indirizzo: http://www.link2007.org/assets/files/documenti/INDICE%20GLOBALE%20DELLA%20FAMEdossier.pdf

Verso il Forum della regione FVG delle associazioni e ong di solidarieta’ internazionale

Posted in Cooperazione Internazionale by Umberto on the giugno 17th, 2009

Fnalmente il processo si è messo in moto. Forse questa sarà la volta buona per costruire un soggetto politico regionale in grado di sostenere, promuovere, e incidere anche sulle scelte di indirizzo della cooperazione regionale allo sviluppo e partenariato internazionale.

Nel corso di questi anni, con l’esperienza dei bandi e dei tavoli è stata un’opportunità per una conoscenza reciproca dei tanti attori che operano nel contesto della coooperazione e solidarietà internazionale. A questo lavoro, a questo incontro tuttavia mancava un progetto culturale  ma anche “politico” che si traduceva in un deficit di rappresentanza. Forse perchè, chi più chi meno, era impegnato ad inseguire ed incamerare  progetti.

Noi pensiamo che oggi sia necessario lavorare una nuova elaborazione culturale, una nuova sintesi politica. Una capacità organizzativa e di mobilitazione in grado di fare “lobbing” , pressione sociale sui decisori politici richiamandoli alla coerenza delle azioni: soprattutto quelle orientate a sostegno di politiche attive di lotta alla povertà.

Un nuovo approccio è necessario: se la cooperazione vuol dire condivisione e reciprocità, bisogna essere conseguenti. Basta parlare di “beneficiari”.

Queste sono alcune delle questioni che le associazioni, che indendono aderire  e dar vita al Forum regionale, dovranno confrontarsi. Il documento che il gruppo di lavoro ha prodotto e che qui sotto presentiamo ci sembra sia una importante e condivisa base di lavoro.

Al via la costruzione di un Forum regionale di Associazioni e Ong di cooperazione e solidarietà internazionale

Questo appello nasce in seguito ad alcuni incontri avuti tra Ong, Associazioni, Organizzazioni del Friuli Venezia Giulia che svolgono attività di cooperazione e solidarietà internazionale.

La proposta nasce dall’esigenza manifestata da parte di numerose organizzazioni di trovare un luogo di incontro, di confronto e di elaborazione sui temi della Cooperazione e della solidarietà internazionale. Un luogo dove elaborare una propria visone della Cooperazione, che sia rinnovata in funzione degli importanti e profondi cambiamenti in atto nelle società globalizzate, partendo comunque dalle realtà regionali.

LEGGERE

Un primo importante aspetto riguarda una lettura condivisa della realtà e dei cambiamenti in atto a livello locale e globale al fine di comprendere come si colloca la cooperazione internazionale realizzata dai territori (intesi come una pluralità di soggetti: società civile, istituzioni, enti locali, Università, ecc.) ed in particolar modo per identificare il contributo e le responsabilità delle organizzazioni della società civile.

Oltre agli importanti classici strumenti e parametri di lettura della realtà (indice di sviluppo umano, tassi di aumento della popolazione, di urbanizzazione, ecc.), è importante considerare alcuni elementi di contesto che stanno generando importanti cambiamenti sociali, economici e culturali, quali ad esempio:

-         gli impatti degli squilibri climatici sui rapporti tra gli stati, le loro politiche internazionali (immigrazione, regole commerciali, accordi …) e le loro priorità di intervento;

-         l’invadenza del mercato (concorrenza, privatizzazioni, gare, ecc.), che regola  le attività di scambio di beni e servizi, in aree che dovrebbero essere governate con diverse modalità onde evitare squilibri e ingiustizie (gestione dei beni comuni, dei servizi pubblici essenziali);

-         l’allargamento dell’Unione Europea a ulteriori nuovi Stati (Croazia, Bosnia Erzegovina, Turchia?, ed altri) vista non solo come opportunità economica e per l’apertura di nuovi mercati ma considerata per le potenzialità che tale prospettiva riveste per la nostra Regione in termini culturali e sociali;

-         il rapporto tra immigrazione e cooperazione, in particolare nei seguenti aspetti:

  • nelle cause dell’immigrazione (difficoltà economiche ed esclusione sociale nei Paesi di origine); nella lotta all’immigrazione selvaggia;
  • nelle potenzialità dell’immigrazione (fattore di sviluppo economico per la nostra Regione attraverso il reddito prodotto dagli immigrati e per i Paesi d’origine attraverso le rimesse; scambio culturale, sociale, , ecc.).

CAPIRE

Riteniamo che queste organizzazioni siano una componente essenziale della società civile, una espressione delle comunità locali e portatrici di un punto di vista e di sensibilità che insieme ad altre compongono le ricchezze e le potenzialità dei territori.

In questi ultimi anni è cresciuto l’interesse da parte di diverse tipologie di soggetti nel coinvolgersi o nel realizzare direttamente iniziative di cooperazione internazionale quali Enti locali, Enti tematici, Istituzioni, Università, Scuole, Imprese ed altri; consideriamo fondamentale il dialogo, il confronto, la collaborazione e la sinergia con questi soggetti nell’ottica dell’approccio alla cooperazione tra territori e nella differenziazione dei ruoli. Anche per questo un Forum regionale delle associazioni permetterebbe di interagire con maggior efficacia con gli altri soggetti.

I processi di cambiamento, di miglioramento della qualità della vita passano anche attraverso il ruolo dell’economia e delle imprese. A tal fine riteniamo importante anche il dialogo con le imprese in modo particolare con quelle che assumono come parte integrante della propria attività la valorizzazione delle risorse locali, la partecipazione della comunità, la responsabilità sociale delle imprese con i relativi strumenti di concreta attuazione, il coinvolgimento del terzo settore attento al mantenimento degli equilibri culturali, sociali e ambientali.

Da un ventennio è in atto un processo di mondializzazione che va regolato tenendo presente il ruolo del terzo settore; ma, allo stesso tempo, avanza anche l’affermazione identitaria dei popoli (vedi l’ultimo voto europeo o la situazione nei grandi laghi in Africa).

E’ importante, infine, capire come la definizione della politica di partenariato internazionale sarà progressivamente valorizzata e assunta dall’Unione europea a discapito della cooperazione degli Stati. In questo contesto il ruolo dei soggetti regionali diventa centrale così come la loro possibilità di agire direttamente sul territorio e tra territori.

AGIRE

La costruzione di un Forum regionale delle Associazioni e ONG di cooperazione e solidarietà internazionale è dunque un primo passo fondamentale di identificazione dei soggetti locali, di confronto, di elaborazione delle linee guida.

Rifiutiamo ogni uso strumentale della Cooperazione che non sia finalizzato alla risoluzione delle cause che creano le ingiustizie, l’esclusione sociale e la mancanza di diritti, come ad esempio gli usi politici, economici (apertura di nuovi mercati, scambi commerciali, ecc.), di mera visibilità, ecc.

La Cooperazione sulla quale vorremmo confrontarci e che vorremmo realizzare riguarda un nuovo approccio che supera la dimensione dell’aiuto e mira ad una alleanza globale della società civile che concorra ad affrontare i problemi e le cause che generano miseria, mancanza dei diritti fondamentali (in primis, terra, cibo, acqua, salute, istruzione, ma anche informazione, conoscenza ed altri) promuovendo relazioni che possano incidere sulle scelte globali e costruendo buoni esempi di convivenza tra i popoli basata sul rispetto reciproco, sulla pari dignità, sugli scambi economici equi, ecc.

Una cooperazione che supera il concetto di Nord e di Sud e che opera in tutti i luoghi dove i meccanismi che generano ingiustizie si formano e si manifestano, che opera attraverso il coinvolgimento dei territori in processi che determinano concreti e duraturi cambiamenti.

Intendiamo dunque elaborare un modello teorico e pratico di cooperazione decentrata, tra territori  che si avvalga anche di strumenti tipo Tavoli di co-progettazione, nei quali ci sia una confluenza di soggetti e di competenze. Un modello che integri le diverse attività di cooperazione con quelle informative, educative e formative realizzate anche sul territorio regionale.

Per aderire al percorso di costruzione del Forum invia una mail a:

forumcooperazione.fvg@gmail.com

Sarà successivamente attivata una mailing list per permettere una più facile comunicazione tra tutte le organizzazioni coinvolte.

Udine, 19 giugno 2009

Il gruppo Maropoli presenta il suo CD: musica e solidarietà

Posted in Eventi by Umberto on the maggio 27th, 2009

Sabato 30 maggio alle ore 18,30 al Caffè Caucigh di Udine, in via Gemona 56, il gruppo Maropoli presenta il disco registrato negli studi di Arte&Suono di Cavalicco,   per sostenere il progetto di formazione professionale Impar@ndo che TimeForAfrica sta portando avanti in Mozambico nel distretto di Matutuine.

Dieci brani inediti composti da Benedetto Parisi e arrangiati dal gruppo Maropoli.  Un mix di sonorità e contaminazioni musicali possibili grazie alla fusione di culture, stili e sensibilità diverse supportate da strumenti inusuali quali in santur, la mbira oltre alle percissioni e ai fiati.

Maropli è il nome scelto dal gruppo per sottolineare l’incontro tra il Friuli, il Marocco e Napoli.  La musica può superare le barriere favorire l’incontro produrre nuove e condivise sintesi per contribuire a costruire un nuovo mondo, un nuovo modo per stare assieme.

Benedetto  e Giorgio Parisi, Ernesto Roma,Adnane El Alam e Enrico Baldini con la loro musica contribuiscono a favorire e creare quelle opportunità di incontro di condivisione, di solidarietà.

Il disco sarà messo in vendita a 10,00 euro e potrà essere richiesto direttamente a info@timeforafrica.it

Incontro a Udine delle associazioni regionali di cooperazione e solidarietà internazionale

Posted in Cooperazione Internazionale by Umberto on the aprile 15th, 2009

Giovedì 16 aprile alle ore 18,00 presso la sala Paolino di Aquileia, in via Treppo 11 a Udine. Si terrà l’incontro tra i vari rappresentanti delle associazioni che a vario titolo si occupano di cooperazione e solidarietà internazionale. appuntamento importante, per aprire un confronto e una riflessione sulle strategie e gli orientamenti da far assumere, come società civile, al Governo della Regione Friuli Venezia Giulia, in vista della conferenza regionale sulla cooperazione prevista per il 5 maggio.

Nonostante la vivacità dimostrata dalle associazioni e dai gruppi più o meno organizzati impegnati nella solidarità internazionale, non si è mai svolto un confronto interno, se non in qualche formale circostanza, sul tema della cooperazione oggi, dopo il fallimento del processo di globalizzazione liberista e la crisi evidente di un certo modo di fare e concepire la cooperazione.

Sarà necessario, data anche la vicinanza della conferenza, riuscire quanto meno a definire le linee sulle quali sviluppare successivamente una “politica” da sostenere in sede di conferenza e, nello stesso tempo lanciare le basi per la costituzione del Forum o degli Stati Generali della cooperazione regionale.

Organizzare uno strumento di coordinamento e di confronto permanente sui temi della solidarietà internazionale per favorire la costruzione delle reti di relazioni interne e esterne con i veri protagonisti del cambiamento che non possono che essere le popolazioni e le comunità con la quale i questi anni sono state attivate relazioni stabili, sostenute anche da aiuti e sostegni tangibili.

Come associazione cercheremo di sostenere la costituzione di questa sede di confronto “istituzionale” necessario anche per sostenere e promuovere politiche moderne e utili ad accompagnare quei processi di lotta alla povertà i cui protagonisti siano gli uomini, le donne le comunità coinvolte.

Il Sudan e la condanna del suo presidente al-Bashir

Posted in Africa by Umberto on the marzo 12th, 2009

Dopo la sentenza delle Corte penale internazionale dell’Aia, che ha emesso il mandato d’arresto per Omar Hassan al-Bashir, il presidente del Sudan, accusato di crimini di guerra e contro l’umanità in Darfur. Certo che la decisione dell’Aia ha suscitato molti commenti e non tutti favorevoli a questa iniziativa che appare molto simbolica e utile solo per evidenziare le responsabilità di Bashir nei confronti del conflitto e delle violenze nel Darfur. Sicuramente inefficace dal punto di vista della sostanza. Un azzardo dal punto di vista strettamente politico, che dimostra la debolezza della politica internazionale che ha preferito dare mandato al Tribunale Internazionale piuttosto che agire con fermezza e coerenza. Poi nessuno ha spiegato chi e come dovrebbe andare ad arrestare il presidente Bashir. Lo stesso Luis Ocampo, procuratore capo del Tribunale Internazionale, ha dichiarato al canale satellitare Al-Arabiya che non “invieremo nessuno ad ammanettare il presidente sudanese“.

Combatteremo contro il neocolonialismo – così il presidente sudanese Al Bashir sfidando il mandato d’arresto emesso dalla Corte penale internazionale dell’Aja con una visita in Darfur, in guerra dal 2003, per la cui situazione è accusato di crimini di guerra e contro l’umanità. Il presidente ha poi ribadito che il Sudan rifiuta le decisioni dell’Aja perchè non ha firmato lo Statuto di Roma con cui è stato istituito il Tribunale penale internazionale. Oltre a questo ha anche fatto espellere dal paese 13 organizzazioni non governative accusate di aver collaborato con gli investigatori del tribunale

Per Gino Strada di Emergency si tratta di una manovra politica contro gli africani «Il mandato di cattura emesso dal tribunale internazionale contro il presidente Omar al Bashir è grottesco. Come fa un istituto come la Corte che non è riconosciuto dal Sudan ad emettere un provvedimento contro un cittadino sudanese e per di più presidente?» Ancora nell’intervista al corriere della sera Strada giustamente evidenzia la disparità di trattamento della comunità internazionale e, come spesso accade, l’Africa è quella che ci rimette. “La credibilità del Tribunale de l’Aja è così minata per sempre. Inoltre sembra ci sia un accanimento sugli africani. Perché nessuno indaga George W. Bush, per le violenze in Iraq, o Ehud Olmert, per i massacri dei civili a Gaza, o Vladimir Putin, per i crimini di guerra commessi in Cecenia? Non andrebbero quanto meno investigati per le atrocità commesse dalle loro truppe? La corte sembra essere manovrata, indirizzata verso coloro che non sono ortodossi. Insomma sembra quasi che le sue decisioni siano prese in base a un’agenda politica e con profondi pregiudizi»

Per Rudolf Deng, presidente della Conferenza dei vescovi sudanesi “L’arresto del presidente Omar al-Bashir non porterà la pace in Sudan, Paese devastato dalla guerra e che ha bisogno di una vera riconciliazione”. “Per salvare il Sudan – ha aggiunto il presule – abbiamo bisogno di maggiore sincerità sia da parte dei politici che da parte dei ribelli e di maggiore attenzione da parte della comunità internazionale?.

Per Antonio Cassese, ex presidente del tribunale dell’Aia e presidente della commissione d’inchiesta dell’Onu sul Darfur Purtroppo l’effetto perverso del mandato di cattura è che ha rafforzato Bashir sia in Sudan sia presso i Paesi africani ed arabi, mentre ha messo a grave repentaglio le organizzazioni umanitarie che lavorano nel Darfur.” Inoltre la giustizia internazionale subirà un duro contraccolpo dal momento che baschir non cerrà mai arrestato. Per Cassese sarebbe stato più saggio procedere con grande cautela, e magari emttere solo un mandato di comparizione e non di arresto.

Critica la posizione di Nigrizia nei confronti dei molti maître à penser che si stracciano le vesti. La corte – affermano – avrebbe dovuto riflettere più attentamente sulle conseguenze del suo operato. Qualcuno s’è spinto fino al punto di affermare che un mandato di cattura internazionale dovrebbe essere spiccato contro un “tiranno? (o un colpevole) già arrestato (vedi Milošević), così che non possa fare ritorsioni proprio contro coloro che si vuole proteggere. Ma non si era deciso di fare tutto il possibile per prevenire i crimini contro l’umanità?

L’editoriale scritto da Franco Moretti plaude alla decisione del Trinunale Internazionale invitando al comunità internazionale a fare un esame di coscienza: Washington, Londra, Parigi, Pechino, Khartoum, Il Cairo… l’Onu, l’Unione europea, l’Unione africana, la Lega araba, il mondo intero, da 6 anni ormai vanno dicendo che stanno impegnandosi per portare la pace in Darfur. Bugie! Quando il segretario generale dell’Onu ha chiesto di poter aumentare il numero della forze di pace nella martoriata regione sudanese, non ha trovato un solo governo disposto ad accollarsi, anche solo in parte, l’onere dell’operazione (in termini di finanze e di personale). Riteniamo che il procuratore generale della Cpi, Moreno Ocampo, abbia concesso alla comunità internazionale più del tempo necessario per mostrare che davvero intende portare la pace in Darfur.

TimeForAfrica ritiene che le posizioni espresse qui sopra riportate, siano legittime. Certo è che la Comunità Internazionale e la Politica in questi anni non sono riuscite ne a governare e gestire le grandi crisi come quelle del Darfur , e nemmeno il processo di globalizzazione lasciato in mano alla Finanza speculativa e di rapina che ha contribuito ha impoverire le persone aumentando il solco delle ingiustizie. La sentenza del tribunale internazionale, che non sortirà effetti tangibili, potrebbe essere uno spiraglio  per  mettere in condizioni al comunità internazionale di agire in modo più risoluto per porre fine alle violenze del Darfur: certo la Cina e la Russia non possono essere messe da parte.

al-bashir-sudan

Pagina successiva »